"Io sò io,
se ti va bene, bene e sennò... sti cazzi!!!"


iuri sonia
Amante della natura e dei piccoli piaceri della vita, Jurij Zoltan Kurgan è animato da un coraggioso idealismo che lo spinge a battersi per un mondo senza ingiustizie.

Nelle sue profondità si cela un misteriso segreto...
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venerdì 10 luglio 2009

Donne ( born to be kings) Film by Francesca Fini



Lungometraggio documentario "Donne - born to be kings"
Scritto e diretto da Francesca Fini.
Prodotto da Deriva Film.
Con Julius Kaiser, Ivan il Terribile, Jurij Zoltan Kurgan, Kyrahm Nietzsche, Vanessa Schena, Alessandro Penso.

Con le musiche di Scat, Pennelli di Vermeer e I Cosi






DONNE… UOMINI… DONNE/UOMINI O SEMPLICEMENTE DONNE CON ALTRA SESSUALITÀ?

Questo è quello che espone lo struggente documentario di Francesca Fini...

DONNE… UOMINI… DONNE/UOMINI O SEMPLICEMENTE DONNE CON ALTRA SESSUALITÀ?

Il titolo: "Donne". Il segmento umano che segue: donne che si sentono nel profondo dell'anima degli uomini. La tesi: non esistono sessualità definite secondo i canoni "classici", razzisti e retrivi (beghini e ciechi) ma solo uomini e donne che hanno "altro" dentro di loro...
Potrebbe essere l'inizio di un bel saggio sulla sessualità, su ciò che sono gli esseri umani, oppure un report di un'inchiesta sulla sessualità in generale ed invece, nonostante il profondo substrato sociologico, vogliamo solo parlare di un film che si aggira tra il docu-film, il film/film, il documentario reality (che brutta parola ma non ce ne veniva una più adatta e consona e attinente a ciò che abbiamo visto) che sin dalle prime sequenze ci ha affascinato per quel suo fare morbido e avvolgente di condurci per mano nella vita di tre donne che sono, negli accessi più reconditi ma anche più epidermici (anima e sessualità), uomini. Ma non sono uomini comuni. Sono uomini d'altri tempi, dai modi dolci e delicati da veri cavalieri dei tempi andati (non siamo nostalgici ma solo obbiettivi). Di tempi remoti dove gli uomini erano ancora dei veri gentleman ed avevano una sorta di adorazione verso le donne che andavano a corteggiare o che erano già state "conquistate". Uomini (ma perché poi il titolo Donne se parliamo di uomini, ed l'unica nota stonata che rimproveriamo alla regista) che cercano solo di essere quello che sono e non di imporre quello che sono. Può apparire un pretestuoso gioco di parole ma è fondamentale per capire il loro modo di pensare e il loro essere. Tutti lati e spigolature che Francesca Fini mette bene in luce con un lavoro accurato ed accorato fatto con le nostre (nostri?) tre protagoniste. Le ha seguite con certosina pazienza nei loro spostamenti per lavoro (fanno spettacoli da drag kings), nel loro quotidiano, nel loro intimo... e ciò che emerge è una realtà che ai più è sconosciuta. Quei più che poi si pongono davanti a queste donne con malcelata intollerenza e prevenzione. Non siamo ancora pronti ad accettare il diverso (brutto termine ma anche questo teso a far capire come la massa si pone davanti a loro) a chi non condivide le stesse cose. Ma come già detto sono più uomini (ma anche e soprattutto donne badate bene) di noi, di voi, di essi messi assieme... Un ritratto non solo delicato ma innovativo per come viene esposto. Un uso del bianco e nero non forzato e, soprattutto, non usato per piacioneria e modaiolo, ma teso a ribadire "una differenza sostanziale" tra ciò che sono e ciò che non sono...
Donne che sono "altro" e con questo "altro" intendiamo una sorta di nuova sessualità che non viene riconosciuta e ne accettata, forse derisa e presa in considerazione come "uno scherzo della natura". Ma non sono dei freaks, non sono fenomeni da baraccone ma solo donne con ben altra sensibilità che la mostrano senza paura di fronte al mondo. Tanto di cappello davanti a queste "donne con le palle" e davanti ad una regista capace di cogliere ogni aspetto della loro vita in un delicato e struggente racconto che sfugge ad ogni classificazione filmica. Un ritratto forte, mascolino, femmineo, sensibile... di vite, di stralci di vite che cercano di essere se stesse, senza condizionamenti e senza paure. Un ritratto ricco di sfumature. Caleidoscopico nel suo "mostrare" queste "donne". Un collage di sentimenti ed emozioni, di frammenti di vita e di passioni...
E tutto per la modica cifra di 10.000 euro. Si il costo del film. Di cosa pensavate stessimo parlando? Un film no budget interamente (o quasi) realizzato dalla coraggiosa regista Francesca Fini che da vera pioniera dell'immagine ha preso la sua telecamera in HD ed ha seguito le tre donne per settimane. Un costo inimmaginabile per un film così ricco che solo la grande volontà e determinazione della Fini è riuscito a prendere corpo e vita (quella vita che reclamano le tre donne sullo schermo come nella realtà).
Un film anomalo in tutti i sensi al quale non possiamo che inchinarci sia per la sua bellezza che per il coraggio produttivo in un momento in cui gli spazi per operazioni del genere è sempre più limitato. Già non si producono più film, immaginate documentari o docu-film. Spazi sempre più contriti da una scarsa volontà di raccontare la realtà. O forse come dicono "solo mancanza di soldi". Forse... O forse i problemi sono entrambi. Ma non andiamo troppo a fondo con polemiche e godiamoci sino in fondo questo bellissimo (e perché no anche altezzoso) Donne... sino in fondo e sino all'ultima stilla di sudore e sangue di cui è intrisa l'immagine... nella speranza che tutti, dopo la visione del film, si possa essere più coscienti di ciò che non si conosce...

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domenica 4 gennaio 2009

Kyrahm + Julius Kaiser Video Art Project




Short promo of the performance art by artist Kyrahm and Julius Kaiser documented by director Francesca Fini.

In this video:

La Preda - "The Prey"
Obsolescenza del Genere - "Gender Obsolescence"
Flora - "Flora"
Androgynos - "Androgynos"
Accudirsi - "taking care of you"
La Bagnante - "The Bather"
Il Gioielliere - "The Jewler"

Featuring: Kyrahm + Julius Kaiser, Ferpecto, Liliana Urbini, Jurij Zoltan Kurgan, Misty Knight, Sylvia Di Ianni, Sharon Du Clerc.

venerdì 10 ottobre 2008

Gender Obsolescence


E CON: FERPECTO, LILIANA URBINA, MISTY KNIGHT E JURIJ ZOLTAN KURGAN

Photo by Angela Potenza, Thanks to Francesca Fini

Gender Obsolescence is Human Installation and Performance Art by artist KYRAHM and drag king Julius Kaiser. Presented at several queer events in Italy, it was chosen as overture at the Drag Festival in Berlin (June 2008) and recently was very well acknowledged at the International Drag King Community Extravaganza (Ohio, USA), among the best Gender Exploration performances in the world. Gender Obsolescence describes FtM (Female to Male) transition as a very solemn ritual. The artist reunite for Human Installation, a show consisting of what the performers call real visionary experience arising from the encounter of traditional and performing arts. Considered beyond what is known as traditional drag king expression, Gender Obsolescence deserves a prestigious placement in the performing arts.

The availabilty of the actors, in particular of the trangender performers, to show their bodies marked by sex reassignment surgery, has a strong political and cultural value. We are very greatful to Mattia alias Ferpecto, an FtM boy willing to travel each time from Milan, and of Liliana Urbina, our MtF performer.

Obsolescenza del Genere è una Intsallazione Umana creata dall'artista Kyrahm e dal Drag King Julius Kaiser. Presentata in numerosi festival queer in Italia, scelta come performance di apertura del Drag Festival di Berlino lo scorso giugno e recentemente accolta con un esplosivo applauso dal pubblico di Columbus, Ohio (USA), tra le trenta performance "gender exploration" più belle del mondo, selezionate alla decima edizione di IDKE (International Drag King Community Extravaganza), uno degli eventi Queer più autorevoli a livello internazionale. Obsolescenza del genere è unesperienza visionaria, un flash di pochi minuti. Installazione umana con un forte impatto sul pubblico. Definita l'opera concettuale che segna l'evoluzione del linguaggio tradizionale drag king, ottenendo un posto di tutto rispetto nel settore delle arti performative.

La disponibilità da parte degli attori, in particolare dei soggetti transgender, a mostrare con orgoglio il proprio corpo nudo segnato dagli interventi del percorso di riattribuzione, ha una valenza politica e culturale profonda. Siamo molto grati a Mattia alias Ferpecto, un ragazzo FtM che è disposto a spostarsi da Milano tutte le volte che abbiamo occasione di riproporre il quadro e a Liliana, la nostra performer MtF.



giovedì 10 luglio 2008